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mudanza

Da mesi ormai la mia attività si è spostata su un’altra piattaforma, mi trovate su:

http://lafilledepoche.tumblr.com

a veces

Fino a poche ore fa io non conoscevo questa poesia eppure sembra sia stata scritta (e scelta) come inno del Regno di Serendip, vuoi il modo in cui è arrivata ai miei occhi, vuoi la sua essenzialità, vuoi la sua semplicità… Fra me e A veces è stato un flechazo. Questo poemetto scritto dal catalano Goytisolo ti arriva dritta al cuore come la scena più mondialmente cute mai girata dal mio amato François: la dichiarazione di amore di Antoine a Christine, tu chiamale se vuoi poesie pure. O un film così tenero che si taglia con un grissino.

A veces
alguien te sonríe tímidamente en un supermercado
alguien te da un pañuelo
alguien te pregunta con pasión qué día es hoy en la sala de espera del dentista
alguien mira a tu amante o a tu hombre con envidia
alguien oye tu nombre y se pone a llorar.

A veces
encuentras en las páginas de un libro una vieja foto de la persona que amas y eso te da un tremendo escalofrío
vuelas sobre el Atlántico a más de mil kilómetros por hora y piensas en sus ojos y en su pelo
estás en una celda mal iluminada y te acuerdas de un día luminoso
tocas un pie y te enervas como una quinceañera
regalas un sombrero y empiezas a dar gritos.

A veces
una muchacha canta y estás triste y la quieres
un ingeniero agrónomo te saca de quicio
una sirena te hace pensar en un bombero o en un equilibrista
una muñeca rusa te incita a levantarle las faldas a tu prima
un viejo pantalón te hace desear con furia y con dulzura a tu marido.

A veces
explican por la radio una historia ridícula y recuerdas a un hombre que en vida fue tu amigo
disparan contra ti sin acertar y huyes pensando en tu mujer y en tu hija
ordenan que hagáis esto o aquello y enseguida te enamoras de quien no hace ni caso
hablan del tiempo y sueñas en una chica egipcia
apagan las luces de la sala y ya buscas la mano de tu amigo.

A veces
esperando en un bar a que ella vuelva escribes un poema en una servilleta de papel muy fino
hablan en catalán y quisieras de gozo o lo que sea morder a tu vecina
subes una escalera y piensas que sería bonito que el chico que te gusta te violara antes del cuarto piso
repican las campanas y amas al campanero o al cura o a Dios si es que existiera
miras a quien te mira y quisieras tener el poder necesario para ordenar que en ese mismo instante se detuvieran todos los relojes del mundo.

A veces
sólo a veces gran amor
.”

A veces - José Agustín Goytisolo


Bisoux,

la fille de poche

Ah, come hanno ragione gli inglesi… Loro dall’altro del loro aplomb sanno che se una donna si incacchia lo fa per davvero. Già perché chi la conosce la evita l’ira funesta di certe donne, quella decantata per intenderci il caro buon vecchio Omero. Quella stessa ira delle tre protagoniste del capolavoro di Russ Meyer, la stessa che spingeva la cara buon vecchia Kelis a cantare frasi come “I hate you soo much right now, I haaate” o tutte le nefandezze che faceva Lily Allen al suo ex in Smile. Lo stesso stato d’animo che dà il titolo parafrasato del post: “L’inferno non ha mai conosciuto una furia paragonabile a quella di una donna disprezzata”. E visto che la causa del mal è stata proprio un cittadino (controvoglia) di sua maestà eccomi costretta a ripiegare sulle parole di William Congreve, che poi perché dannarsi l’anima per un uomo che copre le sue pudenze con un gonnellino

As you’ll answer it, take heed
This Slave commit no Violence upon
Himself. I’ve been deceiv’d. The Publick Safety
Requires he should be more confin’d; and none,
No not the Princes self, permitted to
Confer with him. I’ll quit you to the King.
Vile and ingrate! too late thou shalt repent
The base Injustice thou hast done my Love:
Yes, thou shalt know, spite of thy past Distress,
And all those Ills which thou so long hast mourn’d;
Heav’n has no Rage, like Love to Hatred turn’d,
Nor Hell a Fury, like a Woman scorn’d”.

William Congreve - The Mourning Bride

Per essere solo il 1697 il buon Will ci aveva visto lungo

Ah, l’amour… l’amour

La revanche à l’américaine

La revanche à la française

Laisse tomber les filles
Laisse tomber les filles
Un jour c’est toi qu’on laissera
Laisse tomber les filles
Laisse tomber les filles
Un jour c’est toi qui pleureras
Oui j’ai pleuré mais ce jour-là
Non je ne pleurerai pas
Non je ne pleurerai pas
Je dirai c’est bien fait pour toi
Je dirai ça t’apprendra
Je dirai ça t’apprendra
Laisse tomber les filles
Laisse tomber les filles
Ça te jouera un mauvais tour
Laisse tomber les filles
Laisse tomber les filles
Tu le paieras un de ces jours
On ne joue pas impunément
Avec un coeur innocent
Avec un coeur innocent
Tu verras ce que je ressens
Avant qu’il ne soit longtemps
Avant qu’il ne soit longtemps

La chance abandonne
Celui qui ne sait
Que laisser les coeurs blessés
Tu n’auras personne
Pour te consoler
Tu ne l’auras pas volé

Laisse tomber les filles
Laisse tomber les filles
Un jour c’est toi qu’on laissera
Laisse tomber les filles
Laisse tomber les filles
Un jour c’est toi qui pleureras
Non pour te plaindre il n’y aura
Personne d’autre que toi
Personne d’autre que toi
Alors tu te rappelleras
Tout ce que je te dis là
Tout ce que je te dis là”

France Gall – Laisse tomber les filles


Bisoux,

la fille de poche

eccomi di nuovo dopo una lunga assenza e se non fosse stato per questo stupido provider, questo post sarebbe stato scritto mezz’ora fa. ma eccomi di nuovo a riscriverlo come se nulla fosse. la mia assenza non è stata voluta, ma ho fondato con un’amica un blog di tema – diciamo – calcistico, chi mi ama mi ha seguito, gli altri, sti cazzi. sono qui a parlarvi di certe notti, non quelle cantate da luciano ligabue, ma quelle notti che nel bene e nel male ti segnano. notti come una di cinque anni fa, in cui tutto è cambiato: la mia prospettiva della vita, il senso della vita e la vita stessa. quelle notti che non vorresti che fossero mai accadute ed eppure, accadono, succedono forse per farti capire quanto è importante questa cosa di merda che tutti si ostinano a chiamare vita. si perché mi ostino a credere che per ognuna di quella notte – e dio solo sa quanto io voglia cancellare quella data per sempre, convincermi che non sia mai successo, convincere me stessa e il mondo che giugno ha soli 29 giorni e che sì arriva comunque a 30 – il signore, il serpente arcobaleno, zeus o chi per lui me ne deve altre mille. sì perché per ognuna di quelle notti, ci sono altri milioni di notti che vorresti vivere. come quella di un paio di sere fa, in cui con un gruppo di (semi) sconosciuti ho passato dei momenti indimenticabili, una di quelle sere che sai già che finirà benissimo, che nonostante tu conosca a malapena i tuoi compagni di avventura tu ti possa fidare, e ti senti un po’ come i goonies – dio solo sa perché ho citato questa cosa lol – e la psiche dell’altro è un po’ come il tesoro di willy l’orbo. ed ecco che magicamente quelli che prima pensavi fossero autentici sconosciuti o quasi, diventano protagonisti di alcune ore indimenticabili. a loro racconti come ti senti, sentimenti inconfessabili, cose che mai nessuno ha saputo…cose che forse non ti sei detta neanche tu allo specchio, le racconti ad apparenti sconosciuti che vuoi un po’ per l’ora tarda vuoi un po’ perché veramente hanno voglia di ascoltare sono lì tutti orecchie…queste notti, queste e solo queste…vorresti che durassero un po’ di più….o che 1439 km fossero bruscoletti, dio un altro trip…..as usual…vi lascio alle parole della title track, mai canzone più adatta…come dire, à bon entendeur, aurevoir!

“Go on and close the curtains
cause all we need is candle light
You and me and a bottle of wine
going to hold you tonight
Well we know I’m going away
and how I wish, I wish it weren’t so
So take this wine and drink with me
let’s delay our misery

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone

There’s a log on the fire
and it burns like me for you
Tomorrow comes with one desire
to take me away it’s true
It ain’t easy to say goodbye
darling please don’t start to cry
Cause girl you know I’ve got to go, oh
Lord I wish it wasn’t so

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone

Tomorrow comes to take me away
I wish that I, that I could stay
Girl you know I’ve got to go, oh
Lord I wish it wasn’t so

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone

Save tonight
and fight the break of dawn
Come tomorrow
tomorrow I’ll be gone
tomorrow I’ll be gone
tomorrow I’ll be gone
tomorrow I’ll be gone
tomorrow I’ll be gone

Save tonight
Save tonight
Save tonight
Save tonight


Eagle – Eye Cherry - Save Tonight

bisoux,

la fille de poche

(originally posted on: 02/07/08 – modified on: 25/10/09)


questo post è dedicato a tutte quelle donne che sono, come cantava il grande morissey, più grandi delle altre. sì perché al diavolo le troiette zampettanti e sculettanti della televisione italiana, al diavolo quelle che diventano medico solo perché il proprio padre è medico, o quelle che diventano avvocato solo perché sono figlie di…o quelle altre che sono qualcuno perché sono fighe di… al diavolo tutte… mentre mi pubblicavano la mia prima intervista, la mia migliore amica eseguiva la sua prima autopsia, un’altra mia amica si sposava e un’altra dava alla luce, sì perché il verbo partorire – tradotto in inglese nell’orrido deliver – non mi è mai piaciuto, la sua prima splendida bimba…..che dire morrissey aveva ragione alcune donne sono più grandi delle altre. mentre io e la mia migliore amica tentavamo di organizzare una serata per festeggiare il nostro 25° compleanno, bene non ci siamo riuscite, la festa è saltata perché lei esaminava un cranio…è terribile pensare che da 20 ci conosciamo…mentre io entravo con la mia magliettina di agatha, una mantellina acquistata da sfera un paio di converse basse nere da armani, lì c’era una stangona di unmetroesettantacinquecentimetri che con i 12 cm di tacco fanno unmetroeottantadue accompagnata a un noto attore italiano…che importa…some girls are bigger than others. certe ragazze sono più grandi delle altre, al diavolo, le veline, quelle che vanno al grande fratello e quelle che vanno a uomini e donne, al diavolo le donne che hanno rovinato l’intero sesso femminile…al diavolo tutte quelle che per le loro scelte hanno reso difficile il nostro essere donne più grandi delle altre. ecco un elenco, sicuramente ci saranno delle grandi assenze e invito voi lettrici – perché qui i lettori non hanno diritto di parola – a rendere questo elenco più completo possibile…ecco a voi signore, quelle donne sono:

- audrey hepburn
- katherine hepburn
- amélie poulain
- juno macguff
- eveline pankhurst
- simone de beauvoir
- olive hoover
- jeanne moreau
- adèle h.
- zazie
- mathilde
- deborah harry
- claire danes
- natalie portman
- patti smith
- nico
- marilyn monroe
- twiggy
- il cast di fiori d’acciaio
- molly ringwald
- samantha baker
- izzie stevens
- jackie kennedy
- holly golighty
- tori amos
- lorelai e rory gilmore
- summer roberts
- maria callas
- oriana fallaci
- andy walsh
- frida kahlo
- françoise hardy
- muriel heslop
- bonnie
- jo march
- oscar françois de jarjayes
- abigail breslin
- toni collette
- meryl streep
- jane austen
- edith piaf
- vanessa redgrave
- lucía etxebarria

From the ice-age to the dole-age
There is but one concern
I have just discovered :

Some girls are bigger than others
Some girls are bigger than others
Some girls mothers are bigger than
Other girls mothers

Some girls are bigger than others
Some girls are bigger than others
Some girls mothers are bigger than
Other girls mothers

As anthony said to cleopatra
As he opened a crate of ale :

Oh, I say :
Some girls are bigger than others
Some girls are bigger than others
Some girls mothers are bigger than
Other girls mothers

Some girls are bigger than others
Some girls are bigger than others
Some girls mothers are bigger than
Other girls mothers

Send me the pillow …
The one that you dream on …
Send me the pillow …
The one that you dream on …
And Ill send you mine
some girls are bigger than others – the smiths

bisoux,

la fille de poche

(originally posted on: 11/05/08 – modified on:25/10/09)

mio dio quanto mi mancheranno le ragazze gilmorerory e lorelai…le loro 4000 parole al secondo, le loro relazioni amorose, i battibecchi fra lorelai e luke, l’amicizia fra paris e rory, la passione di rory per il giornalismo, le cene dei venerdì dai nonni, la collezione di cd di lane, i 1500 lavori di kirk, la simpatica obesità di sookie, l’insopportabile e fantastica simpatia di michel, l’orrido dean, il repellente logan, max medina, il bivio yale-harvard, le java junkies, le sophies, le narcoleptic, le diglatus, le balcony buddies, le teacher’s pets, le trories, le bandmates, le winkers, le nudists, le shutter bugs, le dippers e le doris e poi quella che io preferisco, la migliore mai scritta…quella che noi literati abbiamo amato….la storia fra la perfettina rory e lo scavezzacollo per eccellenza prima di diventare eroe volante jess mariano…la loro storia d’amore nata con delle note scritte a matita su una copia dell’urlo di ginsberg e ancora la storia d’amore fra lei e artful dodger, le note e il testo di the guns of brixton, la visita a new york, il bacio al matrimonio di sookie, la maratona di ballo, quando lui le disse ti amo, ma lei era troppo confusa dall’idiota spilungone per correre fra le sue braccia. e come jess sia stato l’unico a salvarla nella crisi vissuta nella quinta stagione senza regalarle una birkin…tutto quello che non fu scritto da amy sherman-palladino (una versione più adulta della fille de poche) ce lo regalò la realtà: (questa volta) milo e alexis coppia fissa nella vita…erano perfetti, lui ancora lontano dalla spavalderia di heroesiana memoria e lei sembra intimidita dai flash dei paparazzi losangelini, prima che lui si mettesse con il prototipo della bionda grassa americana. erano perfetti, ma non solo questa serie era splendida…ben scritta, ben interpretata…una delle migliori che il teleschermo ci abbia mai regalato. due video: il primo con sottofondo di grazed knees con i migliori momenti che noi literati amiamo e il secondo la top 20 degli stessi momenti.

Rory: I think youre acting a little immature Lorelai: Im not acting

Rory: "I think you're acting a little immature" Lorelai: "I'm not acting"

Rory: ”It’s my mother’s name, too. She named me after herself. She was lying in the hospital thinking about how men name boys after themselves all the time, you know, so why couldn’t women? She says her feminism just took over. Though personally I think a lot of Demerol also went into that decision”.

Ok, mi sono lasciata prendere un po’ la mano…

bisoux,

la fille de poche

(originally posted on: 30/03/2008 – modified on: 25/10/09)


è da tanto che volevo parlare/scrivere di salvador puig antich, l’anarchico catalano ucciso dalla vile garrota il 2 marzo del 1974. forse la tristezza che mi fa compagnia da un po’ di tempo giustifica il post e la canzone di lluís lach, il de andré catalano. salvador era uno di noi…studiava diritto o economia, ma questo non è importa. salvador è morto a 25 anni per quello che credeva. faceva para del mil e durante una retata a carrer gerona, dio solo sa quante volte ci sono passata di lì in 6 mesi, perde la vita un poliziotto. dicono che il proiettile che l’ha ucciso viene dalla pistola di salvador, viene condannato…nonostante tutte le mobilitazioni possibili e immaginabili di giovani come lui in tutti i lati dell’europa, inclusa quella del papa che chiede la grazia al mismisímo francisco franco – ma il caudillo sta dormendo non si può disturbare. il 2 marzo del 1974 alle 9,20 di mattina viene ucciso dal boia antonio lópez guerra…morirà solo 20 minuti dopo. è stato ammazzato perché era un capro espiatorio dopo l’assassinio del primo ministro luis carrero blanco per mano dell’eta. salvador era uno di noi, se fossi vissuta a barna negli anni ’70 l’avrei incontrato visto che studiava alla salle, a due passi dalla mia università, ha vissuto nel mio stesso quartiere…e adesso è seppellito al cimitero di montjuïc, la mia zona preferita di barcellona. salvador è stato soggetto di libri, di film e di canzoni, come questa bellissima in catalano di llach, scritta in suo onore. non si può disturbare…stava dormendo -. salvador passa la sua ultima notte nella cella 443 del carcere Modelo di barcelona. A 25 viene ucciso dal boia


Jo no estimo la por, ni la vull per a demà,
no la vull per a avui, ni tampoc com a record;

que m’agrada els somrís
d’un infant vora el mar
i els seus ulls com un ram d’il·lusions esclatant.

I si canto trist
és perquè no puc
esborrar la por
dels meus pobres ulls.

Jo no estimo la mort
ni el seu pas tan glaçat,
no la vull per a avui, ni tampoc com a record;
que m’agrada el batec d’aquell cor que, lluitant,
dóna vida a la mort
a què l’han condemnat.

I si canto trist
és perquè no puc
oblidar la mort
d’ignorats companys.

Jo no estimo el meu cant, perquè sé que han callat
tantes boques, tants clams, dient la veritat;
que jo m’estimo el cant
de la gent del carrer
amb la força dels mots
arrelats en la raó.

I si canto trist
és per recordar
que no és així
des de fa tants anys“.

lluís llach – i si canto trist

e poi una foto e il trailer del film che mi ha fatto scoprire questa triste storia….

Salvador, 26 anni

Salvador aveva 25 anni

bisoux,

la fille de poche

(originally posted on: 25/02/2008 – modified on: 25/10/09)

premessa: volevo scrivervi di tutto altro, ma ho pensato che un post in puro cazzerismo può servire a risollevarmi e a risollevarvi il morale. seconda premessa: questo post è presente in un altro blog, che vi invito numerosi a visitare e soprattutto vi invito ad acquistare il libro dell’autrice, una grande amica, una fantastica ragazza a cui auguro ogni bene.
mi reputo una persona mediamente colta, ma non riesco ogni anno a esimermi dal vedere ogni tipo di orrido reality. perché ogni anno è sempre la stessa storia non lo guardo, nooo mi fa schifo….quei 10 idioti che bivaccano mentre io cerco lavoro, lavoro….etc….bene quest’anno un raggio di luce è entrato nella casa del gieffe. si chiama gian filippo, o meglio jean philippe, pensate che un fratello di un mio compagno di scuola italo-austriaco (ciao lorenzo) veniva allegramente chiamato gian c**** perché nessuno si ricordava la seconda parte….ma non sono qui per parlarvi di lui, ma del bel failla….il più bello della casa del gieffe dai tempi di luca argentero, anzi bestemmierò a me piace anche di più…forse perché è il classico bello senza pretese…sarà perché mezzo iberico – chi mi conosce lo sa fra me e la península ibérica c’è un conto in sospeso – sarà perché è mezzo siculo – ed essendo calabrese so che significa – o sarà perché mi ricorda qualcuno che non so chi è o forse è solo per quella voce temprata da anni di parlata francese, sarà perché se avesse una camicia col bavero sembrerebbe uscito da ladyoscar, sarà perché sembra essere molto timido e comunque sembra che l’abbiano buttato lì, sembra che una sera due amici completamente todderi per tendergli un tiro mancino lo abbiano iscritto ai provini, sembra uscito da un romanzo di chick lit, un po’ darcy per la sua pseudo arroganza – che io conosco bene perché io e il recluso abbiamo lo stesso segno zodiacale – che ti deriva dal dire sempre e comunque quel che pensi…spero che il caldo delle telecamere non distrugga questa perla rara…..ora sono gelosa perché la partenopea aspirante chirurga maxillofacciale gli ruba un bacio o perché è attratto da christine, e bada che se fa qualche cazzata mi faccio esplodere….ma spiegatemi che c’azzecca l’uomo perfetto con il dogui nicheli? e poi devo essere curata o qualcosa…..ho scritto 1000 e passa caratteri solo parlando di lui, se qualcuno lo conosce fategli arrivare la mia voce….soy yo su media naranja.

ecco il suo ingresso nella casa di bignardiana memoria e poi mi direte se non vi innamorerete anche voi di lui…chiedo scusa per la presenza di due vincitori dell’orrido reality, ma mi capite a me interessa solo lui….

bisoux,

la fille de poche

(originally posted on: 03/02/08 – modified on: 25/10/09)

50 anni fa se ne andava laika. laika era una docile cagnetta russa, mica una cagnetta come tante…lei è andata nello spazio. sarebbe stata una di quelle storie da raccontare ai propri nipoti se solo fosse tornata a casa, laika non era una cagnetta qualsiasi, laika era il simbolo di un’intera nazione, era il simbolo del progresso, del superamento degli odiati stati uniti, grazie a lei più tardi qualcuno mise il primo piede sulla luna. tanto da trasformarla in eroe, ma da non giustificare il suo sacrificio. laika fu scelta perché era una cagnetta docile mentre scorazzava per le strade innevate di mosca, l’accalappiacani la battezzò kudrjavka (ricciolina), ma era troppo russo e per motivi di marketing (???) la cagnetta divenne laika. laika è docile e intelligente, come solo i meticci sanno essere, supera tutti i test e sorride ignara ai fotografi sovietici poco prima di sorridere con quella vanità tipicamente femminile. laika è pronta, entrerà nella storia e salirà sullo sputnik 2. è il 3 novembre del 1957 (e se non fosse stato per problemi tecnici questo post risalirebbe a quella data) e laika sta per partire…5, 4, 3, 2, 1 e lo sputnik 2 va…attraversa l’atmosfera e poi la troposfera e la mesosfera e chissà l’esosfera, ma non tornerà più. la sua astronave diventerà urna per le sue ceneri.
laika non capisce, non si spiega, quando il suo sputnik parte inizia ad abbaiare, a guaire tanto forte da svegliare dio….si contorce perché l’imbracatura è stretta tanto stretta da far sembrare i corsetti vittorianicuccia prima la temperatura sale e poi scende, per la forza di gravità il suo peso e ormai ridotto a nulla. ma laika stenuamente continua a vivere, mangia – sognando un piatto di spaghetti di disneyana iconica memoria – il cibo gelatinoso, ma non vive a lungo. nessuno ancora oggi ha scoperto dopo quanto è morta la piccola laika e neanche come sia morta. fatto sta che la povera meticcia ha sofferto nelle sue interminabili ore di agonia….non si sa se siano stati gli sbalzi di temperatura a ucciderla o la totale mancanza di peso….o forse semplicemente deve essersi sentita sola nell’immensità dell’universo. nel frattempo lo sputnik 2 continua a girare, andrà avanti per 6 mesi e 2570 orbite, la piccola laika verrà cremata l’8 aprile del 1958 quando la sua cuccia rientrò nell’atmosfera e prese fuoco. il 12 aprile del 1961 juri gagarin sarebbe andato nello spazio e poi sarebbe toccato a una donna. tante sono le strate dedicate a juri, ma nessuna è dedicata alla piccola martire meticcia.

Era rusa y se llamaba Laika
ella era una pera muy normal
pasó de ser un corriente animal
a ser una estrella mundial.

La metieron dentro de una nave
para observar la reacción.
Ella fue la primera astronauta
en el espacio exterior.

Preparado está ya el cohete para zarpar
el control en tierra dice a Laika adiós.

En la base todo era silencio
esperando alguna señal.
Todos con los cascos en la oreja
oyeron a la perra ladrar.

Mientras en la tierra una gran fiesta
gritos, risas, llantos y champagne
Laika miraba por la ventana
qué será esa bola de color
y que hago yo girando alrededor.

Preparado está ya el cohete para zarpar
el control en tierra dice a Laika adiós.

Una noche por el telescopio
una nueva luz apareció
nadie pudo darle una explicación
al asomo del nuevo sol.

Y si hacemos caso a la leyenda
entonces tendremos que pensar
que en la tierra hay una perra menos
y en el cielo una estrella más “.

mecano – laika

Laika

Laika

La dolce Laika

La dolce Laika

bisoux,

la fille de poche

(originally posted on: 13/11/07 – modified on: 24/10/09)

la guerra è finita. almeno per me. odio quelle canzoni che ripetono nel primo verso il titolo della canzone, quindi a rigore dovrei odiare questo post e invece lo amo, lo amo alla follia….perché citando il noto gruppo di montepulciano, oggi per me si è conclusa una guerra. ragazzuoli, lettori o semplice utente delle tre w, bene la fille de poche è una GIORNALISTA PROFESSIONISTA, sì quella cosa per cui ha lottato per cinque e passa anni, quella professione di cui si innamorò leggendo i libri di storia di indro, quella professione che nonostante le (poche) speranze occupazionali è rimasto sempre un suo sogno….quella professione che ha amato grazie al manga Reporter blues. sì avete capito quello sulla reporter toni, bellissima capelli rossi e rigorosa giacca verde, che fa la giornalista a parigi…io amavo professione reporter, comunque un cartone animato che adoravo e forse scoraggiata da una lezione di prova di scherma, l’unica cosa che poteva accomunarmi a lady oscar, vista l’impossibilità di ricreare oggi la rivoluzione francese, che mi fece capire il significato della parola acido lattico, allora decisi di lasciar perdere il fioretto e di dedicarmi allo studio matto e disperato per diventare quello che sono ora, una giornalista, una giornalista in formato tascabile, anche perché citando uno dei miei detti calabresi preferiti sono ancora ai peri ra ‘nchianata, ma, di fronte a me ho il mortirolo, ma non avrò paura di affrontarlo come avrebbero fatto fausto e gino facendo incazzare – soprattutto quest’ultimo i francesi – senza l’aiuto della trasfusione eterologa o dell’epo. poco importa se qualcuno non sarà felice – e credetemi sono un cospicuo gruppo – citando un altro proverbio calabro: cu non voli mi si sciorba. cioè chi non vuole vedere, che diventi cieco. cieco come la mia nonnina – che adoro – e di cui vorrei avere la forza. sono dal 27 giugno del 2003 che da lassù mi guardi qualcuno che vigila su di me. l’angelo custode che credi che ti segua – come farebbe un bodyguard, ma con più grazia nei momenti della vita, credetemi non è fanstascienza, non è neanche scienza, allora che cos’è fruttella…..oh yeah!). ormai è tutto finito, via con falò di libri stile nazismo e non solo….adesso so una piccolissima porzione di scibile umano…..non è immodestia….è vero credetemi…adesso vi lascio, sono troppo stanca….sto diventando insonne (20 giorni coricandosi alle 3 si fanno sentire)…..e la mia scelta ricava ovviamente sulla posttrack. vi lascio ai baustelle e alla tiziana chioma di tony, la donna che avrei voluto essere giornalista che suona il sax….la cosa bella è che forse a toni le somiglio davvero.

Oh, quanta strada nei miei sandali

quanta ne avrà fatta Bartali

quel naso triste come una salita

quegli occhi allegri da italiano in gita

e vai che io sto qui e aspetto Bartali

scalpitando sui miei sandali

da quella curva spunterà

quel naso triste da italiano allegro

Paolo Conte – Bartali

bisoux,

la fille de poche

(originally posted on: 21/09/07 – modified on: 24/10/09)

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